Sfatiamo un mito dello zucchero nel miele
Molti dicono: ho comprato un barattolo di miele e dentro ci sento lo zucchero. Non è proprio così, i granuli sono l’inizio di una trasformazione del miele e vediamo come. Il miele con i granuli è un fenomeno naturale noto come cristallizzazione, che indica la qualità, la genuinità e la NON pastorizzazione del prodotto. Avviene quando il glucosio si separa dall’acqua, solidificandosi. È un segno che il miele è crudo e non è stato trattato termicamente. Gli zuccheri che compongono il miele sono glucosio e fruttosio, presenti in diverse percentuali nei vari tipi di miele. Il glucosio, in confronto al fruttosio, è molto meno solubile in acqua, perciò più alta è la concentrazione di glucosio, maggiore è la tendenza alla cristallizzazione. Dunque: Con una maggiore quantità di fruttosio si incorre in una cristallizzazione lenta (come nel miele d’acacia); Con una percentuale maggiore di glucosio invece il miele tenderà a cristallizzarsi più velocemente. Ovviamente se rimane liquido non significa che è sicuramente pastorizzato ma dipende dal tipo di miele. Vediamo alcuni tipi di miele e la loro tendenza a cristallizzare.
- Acacia: si presenta generalmente liquido, non raggiunge mai una cristallizzazione completa.
- Melata (miele di bosco): è scuro, liquido-viscoso non raggiunge mai una cristallizzazione completa
- Tiglio: cristallizza in tempi lunghi, formando principalmente cristalli grossi e irregolari.
- Agrumi: ha una tendenza media alla cristallizzazione; quando cristallizza, diventa più chiaro.
- Castagno: tende a rimanere liquido poiché contiene molto fruttosio, con un colore ambrato scuro, tonalità rossiccio-verdastre nel miele liquido e marrone nel miele cristallizzato.
- Erica: torbido anche quando è liquido, cristallizza rapidamente.
- Sulla: cristallizza spontaneamente, formando una massa compatta di cristalli medi o fini.
- Tarassaco: cristallizza rapidamente, formando una massa morbida e cremosa.